Coronavirus: come deve proteggersi chi lavora a contatto con il pubblico?

Come avviene la trasmissione?

Si segnala che i coronavirus umani si trasmettono da una persona infetta a un’altra attraverso:

  • la saliva, tossendo e starnutendo
  • contatti diretti personali
  • le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi
  • una contaminazione fecale (raramente).

Sulla base dei dati al momento disponibili, l’OMS ribadisce che il contatto con i casi sintomatici (persone che hanno contratto l’infezione e hanno già manifestato i sintomi della malattia) è il motore principale della trasmissione del nuovo coronavirus 2019-nCoV.

Inoltre l’OMS è a conoscenza di una possibile trasmissione del virus da persone infette ma ancora asintomatiche e ne sottolinea la rarità. In base a quanto già noto sui coronavirus (ad es. MERS-CoV), sappiamo infatti che l’infezione asintomatica potrebbe essere rara e che la trasmissione del virus da casi asintomatici è molto rara.
Sulla base di questi dati, l’OMS conclude che la trasmissione da casi asintomatici probabilmente non è uno dei motori principali della trasmissione del nuovo coronavirus 2019-nCoV.

Non esistono attualmente trattamenti specifici per le infezioni causate dai coronavirus “e non sono disponibili, al momento, vaccini per proteggersi dal virus. La maggior parte delle persone infette da coronavirus comuni guarisce spontaneamente. Riguardo il nuovo coronavirus 2019-nCoV, non esistono al momento terapie specifiche, vengono curati i sintomi della malattia (così detta terapia di supporto) in modo da favorire la guarigione, ad esempio fornendo supporto respiratorio”.

In merito alla prevenzione è possibile ridurre il rischio di infezione proteggendo se stessi e gli altri.
Questi alcuni accorgimenti di autoprotezione:

  • Lavati spesso le mani (dopo aver tossito/starnutito, dopo aver assistito un malato, prima durante e dopo la preparazione di cibo, prima di mangiare, dopo essere andati in bagno, dopo aver toccato animali o le loro deiezioni o più in generale quando le mani sono sporche in qualunque modo).
  • In ambito assistenziale (ad esempio negli ospedali) segui i consigli degli operatori sanitari che forniscono assistenza.
  • Non è raccomandato l’utilizzo generalizzato di mascherine chirurgiche in assenza di sintomi.

Le indicazioni per proteggere gli altri:

  • Se hai una qualsiasi infezione respiratoria copri naso e bocca quando tossisci e/o starnutisci (gomito interno/fazzoletto).
  • Se hai usato un fazzoletto buttalo dopo l’uso.
  • Lavati le mani dopo aver tossito/starnutito.

 

La circolare del Ministero della Salute

Veniamo alla Circolare n. 3190 del 3 febbraio 2020 della Direzione generale della prevenzione sanitaria (Ufficio 05 – Prevenzione delle malattie trasmissibili e profilassi internazionale) del Ministero della Salute.
Una circolare che ha per oggetto “Indicazioni per gli operatori dei servizi/esercizi a contatto con il pubblico”.


Le indicazioni operative per i lavoratori a contatto con il pubblico
Veniamo brevemente alle semplici indicazioni operative rivolte specificatamente agli operatori dei servizi/esercizi a contatto con il pubblico, che, come vedremo, sono, nella maggior parte dei casi, comuni misure preventive.

Si sottolinea preliminarmente che, ai sensi della normativa vigente ( D.Lgs. 81/2008), “la responsabilità di tutelarli dal rischio biologico è in capo al datore di lavoro, con la collaborazione del medico competente”.

Inoltre, come si evince da una precedente circolare relativa all’ identificazione dei casi e dei contatti a rischio, questi ultimi sono solo coloro che hanno avuto contatti ravvicinati e protratti con gli ammalati.
Pertanto, ad esclusione degli operatori sanitari, si ritiene sufficiente adottare le comuni misure preventive della diffusione delle malattie trasmesse per via respiratoria, e in particolare:

  • lavarsi frequentemente le mani;
  • porre attenzione all’igiene delle superfici;
  • evitare i contratti stretti e protratti con persone con sintomi simili influenzali.
  • adottare ogni ulteriore misura di prevenzione dettata dal datore di lavoro.

Laddove, nel corso dell’attività lavorativa, “si venga a contatto con un soggetto che risponde alla definizione di caso sospetto”(con riferimento alla circolare Ministero Salute 27 gennaio 2020) “si provvederà – direttamente o nel rispetto di indicazioni fornite dall’ azienda – a contattare i servizi sanitari segnalando che si tratta di caso sospetto per nCoV”.

E “nell’attesa dell’arrivo dei sanitari:

  • evitare contatti ravvicinati con la persona malata;
  • se disponibile, fornirla di una maschera di tipo chirurgico;
  • lavarsi accuratamente le mani. Prestare particolare attenzione alle superfici corporee che sono venute eventualmente in contatto con i fluidi (secrezioni respiratorie, urine, feci) del malato;
  • far eliminare in sacchetto impermeabile, direttamente dal paziente, i fazzoletti di carta utilizzati. Il sacchetto sarà smaltito in uno con i materiali infetti prodottisi durante le attività sanitarie del personale di soccorso”.

Riprendiamo le indicazioni, tratte dalla circolare citata, su cosa si possa identificare con un caso sospetto.
Sono presentate due possibilità:

La prima riguarda “una persona con Infezione respiratoria acuta grave – SARI – (febbre, tosse e che ha richiesto il ricovero in ospedale) e senza un’altra eziologia che spieghi pienamente
la presentazione clinica e almeno una delle seguenti condizioni:

  • storia di viaggi o residenza in aree a rischio della Cina, nei 14 giorni precedenti l’insorgenza della sintomatologia;
  • oppure il paziente è un operatore sanitario che ha lavorato in un ambiente dove si stanno curando pazienti con infezioni respiratorie acute gravi ad eziologia sconosciuta.

La seconda possibilità riguarda, infine, “una persona con malattia respiratoria acuta e almeno una delle seguenti condizioni:

  • contatto stretto con un caso probabile o confermato di infezione da nCoV nei 14 giorni precedenti l’insorgenza della sintomatologia;
  • oppure ha visitato o ha lavorato in un mercato di animali vivi a Wuhan, provincia di Hubei, Cina, nei 14 giorni precedenti l’insorgenza della sintomatologia; oppure
    ha lavorato o frequentato una struttura sanitaria nei 14 giorni precedenti l’insorgenza della sintomatologia dove sono stati ricoverati pazienti con infezioni nosocomiali da 2019-nCov.

 

Fonte: https://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-rischio-C-5/rischi-da-agenti-biologici-C-52/coronavirus-come-deve-proteggersi-chi-lavora-a-contatto-con-il-pubblico-AR-19801/