Il DUVRI: L’importanza di valutare le interferenze nei contratti di appalto

È evidente quanto sia importante nelle attività correlate ai contratti d’appalto una idonea valutazione dei rischi di interferenza.

Una definizione di interferenza è fornita dalla Determinazione n. 3/2008 del 5 marzo 2008 dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici: “il contatto rischioso tra il personale del Committente e quello dell’Appaltatore o tra il personale di Imprese diverse che operano nella stessa sede aziendale con contratti differenti”.

E in particolare “la valutazione dei rischi da interferenza deve avvenire con riferimento non solo al personale interno ed ai lavoratori delle Imprese Appaltatrici, ma anche agli eventuali utenti che a vario titolo possono essere presenti, quali pubblico, visitatori, studenti”.

L’articolo 26 del D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) “disciplina gli obblighi in materia di salute e di sicurezza sul lavoro in caso di affidamento di
attività in appalto o con contratto d’opera o di somministrazione da eseguirsi all’interno dell’azienda, dell’unità produttiva o, comunque, del ciclo produttivo di un Datore di Lavoro Committente pubblico o privato, sempre questi che abbia la disponibilità giuridica dei luoghi in cui si svolge l’appalto o la prestazione di lavoro autonomo”.

Riguardo al DUVRI si indica poi che il Datore di Lavoro Committente, “al fine di pianificare e promuove la cooperazione e il coordinamento delle attività appaltate a ditte esterne con quelle svolte dal proprio personale, elabora un UNICO documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze generati da tutte le attività appaltate”.

Si tratta dunque di un documento finalizzato “a ridurre i rischi da interferenza, qualora gli stessi rischi non possano essere gestiti diversamente, ad esempio affidando la lavorazione interferente all’impresa appaltatrice o lavoratori autonomi in un momento differente nel tempo o in uno spazio differente, rispetto a quelli nei quali il Committente svolge le proprie normali attività”.

Con riferimento poi alle modifiche apportate al Testo Unico dal D.L. 69/2013, convertito in legge 9 agosto 2013, n. 98, “limitatamente ai settori di attività a basso rischio di infortuni e malattie professionali, il Datore di Lavoro Committente, può individuare un proprio incaricato, per sovrintendere alla cooperazione e coordinamento”.


Il DUVRI e la valutazione delle interferenze
Tornando alle interferenze e anche a quanto contenuto nella già citata Determinazione del 2008, “a mero titolo esemplificativo si possono considerare interferenti i seguenti rischi:

  • derivanti da sovrapposizioni di attività svolte da operatori del Committente con operatori di appaltatori diversi;
  • derivanti da sovrapposizioni di più attività svolte da operatori di appaltatori diversi;
  • immessi nel luogo di lavoro del committente dalle lavorazioni dell’appaltatore;
  • esistenti nel luogo di lavoro del committente, ove è previsto che debba operare l’appaltatore, ulteriori rispetto a quelli specifici dell’attività propria dell’appaltatore;
  • derivanti da modalità di esecuzione particolari richieste esplicitamente dal committente (che comportino pericoli aggiuntivi rispetto a quelli specifici dell’attività appaltata)”.

Veniamo dunque al Documento di Valutazione dei Rischi da Interferenza che, costituendo specifica tecnica, “deve essere messo a disposizione degli operatori economici concorrenti per la formulazione dell’offerta (Linee Guida per la stima dei costi della sicurezza nei contratti pubblici di forniture o servizi, emanate il 20/3/2008 dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome).

Sono poi riportati i contenuti del documento, alcune indicazioni relative ai costi della sicurezza, e si sottolinea che “in assenza di interferenze non occorre redigere il DUVRI; tuttavia si ritiene necessario indicare nella documentazione di gara (bandi, inviti e richieste di offerta) che l’importo dei costi per la sicurezza è pari a ‘zero’. In tal modo, si rende noto che la valutazione dell’eventuale esistenza di interferenze è stata comunque effettuata, anche se solo per escluderne l’esistenza”.

In definitiva il DUVRI “quale strumento operativo di gestione e controllo, dal punto di vista prevenzionistico, delle attività appaltate a terzi, si configura come un documento dinamico che necessita di aggiornamento costante in funzione di diverse variabili sia in fase di espletamento della procedura di affidamento che di esecuzione delle attività appaltate a terzi”.

Infine si segnala che nel DUVRI “non devono essere riportati i rischi specifici propri dell’attività svolta dalle singole Imprese Appaltatrici, in quanto trattasi di rischi per i quali resta immutato l’obbligo per ciascun Datore di Lavoro di elaborare il proprio Documento di Valutazione dei Rischi e di provvedere all’attuazione delle misure di sicurezza necessarie per eliminare, o quantomeno ridurre al minimo, tali rischi”.